Computo metrico estimativo: cos’è, come si compila e a cosa serve davvero
Il computo metrico misura il lavoro prima di farlo: voce per voce, quantità per quantità. Come si scrive, da dove vengono i prezzi, la differenza fra computo e computo estimativo, e perché è la base di ogni stato di avanzamento. Con un modello Excel con le misure e i totali già calcolati.
Yassine Toumi8 minuti
Il computo metrico è l’elenco di tutto quello che un lavoro richiede, misurato prima di iniziare. Non è un preventivo: è quello che sta sotto il preventivo. Nei lavori pubblici è obbligatorio e ha regole precise. Nei lavori privati non lo chiede nessuno, e proprio per questo chi lo fa lavora con un vantaggio che gli altri non hanno.
Computo metrico e computo metrico estimativo
Sono due passaggi dello stesso documento.
Il computo metrico conta le quantità: quanti metri quadri di intonaco, quanti metri di tubazione, quanti pezzi di sanitario. Solo misure, nessun prezzo.
Il computo metrico estimativo aggiunge il prezzo unitario a ogni voce e moltiplica. Il totale è l’importo dei lavori. È quello che serve a te, ed è quello del modello che trovi qui.
Come è fatta una riga
Ogni voce ha sempre la stessa struttura, ed è questa struttura che rende il documento leggibile da chiunque:
- Numero d’ordine e codice della voce, se usi un prezzario.
- Descrizione della lavorazione, con quello che comprende e quello che non comprende.
- Unità di misura: metro quadro, metro lineare, metro cubo, cadauno, corpo.
- Le misure: numero di parti uguali, lunghezza, larghezza, altezza. È la parte che quasi tutti saltano, ed è quella che salva.
- Quantità, che nasce dalla moltiplicazione delle misure.
- Prezzo unitario e importo.
Le voci si raggruppano per categoria (demolizioni, opere murarie, impianto idrico, impianto elettrico, finiture), e ogni categoria ha il suo totale. Serve a capire dove sta il peso del lavoro, che quasi mai è dove pensavi.
Perché le misure parziali contano più della quantità
Scrivere «intonaco: 145 mq» è veloce. Ma tre mesi dopo, quando il cliente contesta, nessuno sa più da dove venga quel 145, e non lo sai più nemmeno tu.
Scrivere invece le misure per ambiente, per parete, per pezzo, significa che chiunque può rifare il conto e arrivare allo stesso numero. È la differenza fra un documento e un’opinione. Ed è anche quello che ti permette di rifare solo un pezzo del computo quando il cliente cambia una stanza, invece di ricominciare.
Il modello ha quattro colonne per le misure e calcola la quantità da sole, così le misure restano scritte per sempre.
Da dove vengono i prezzi
Tre fonti, in ordine di affidabilità per te.
- Il tuo listino. È il migliore, perché nasce dai tuoi costi. Ne parliamo nell’articolo su come si costruisce un listino.
- Il prezzario della tua regione o della camera di commercio. Utile per le voci che fai raramente, e obbligatorio come riferimento nei lavori pubblici.
- Un preventivo del fornitore, per le voci speciali o i materiali fuori standard.
Per le voci non previste da nessun prezzario si fa un’analisi prezzi: si scompone la lavorazione in manodopera, materiali e mezzi, si somma e si aggiunge il margine. È lo stesso conto del listino, fatto una volta sola per quella voce.
A cosa serve dopo, che è la parte che conta
Un computo fatto bene non muore quando il cliente firma. Continua a lavorare per te in tre momenti.
Gli stati di avanzamento. Ogni SAL è il computo con una colonna in più: quanto di ogni voce è stato eseguito. Senza computo, il SAL si fa a occhio e si discute. Ne parliamo nell’articolo sullo stato di avanzamento lavori.
Le varianti. Quando il cliente cambia idea, la variante è una voce in più o una quantità diversa su una voce che esiste già. Con il computo si quantifica in dieci minuti, e si fa firmare prima di eseguire. Senza, diventa una trattativa.
Il consuntivo. A fine lavoro confronti le quantità previste con quelle davvero eseguite, e scopri dove il tuo metodo di misura sbaglia sempre nella stessa direzione. È così che il computo successivo diventa più preciso.
Gli errori che costano
- Dimenticare gli sfridi. Piastrelle, cavi e tubi si comprano più di quanto se ne posa. Se il computo conta la superficie netta e tu compri il dieci per cento in più, quel dieci per cento esce dal tuo margine.
- Non togliere i vuoti, o toglierli due volte. Porte e finestre si scomputano secondo una regola che va scritta e poi usata sempre uguale.
- Unità di misura incoerenti. Una voce al metro quadro e la stessa lavorazione al corpo in un altro punto: quando arriva il SAL non tornano.
- Prezzi vecchi. Un computo con prezzi dell’anno scorso è un computo sbagliato, e l’errore sta tutto dalla tua parte.
Serve davvero per una ristrutturazione privata?
Per un bagno, no: bastano righe descritte bene. Per una ristrutturazione completa, per un lavoro sopra i trentamila euro o per qualunque lavoro che durerà più di un mese, sì. È l’unico modo per fatturare a stati di avanzamento senza discutere e per sapere, a metà lavoro, se stai andando bene o male.
Il modello: come è fatto
Un foglio con le voci raggruppate per categoria: numero, codice, descrizione, unità, le quattro colonne delle misure, la quantità calcolata, il prezzo unitario e l’importo. Ogni categoria ha il suo totale, e in fondo ci sono il totale dei lavori, la percentuale per la sicurezza e gli imprevisti. Le celle grigie sono formule. Il secondo foglio contiene un esempio di ristrutturazione di un appartamento, con prezzi di comodo che servono a leggerlo, non a copiarlo.
In Taskiro le voci del computo restano le stesse dal preventivo alla fattura: quando in cantiere si registra quanto è stato fatto, lo stato di avanzamento nasce da quelle righe, e il consuntivo confronta le quantità previste con quelle eseguite.
Entra in lista d’attesa- 01D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici), Allegato I.7 sui livelli di progettazione
- 02Codice civile, art. 1657 (corrispettivo) e art. 1666 (opera per partite)
Questo articolo spiega le regole in modo generale e non sostituisce il parere del tuo commercialista o del tuo consulente sul caso specifico. Gli esempi con nomi e numeri sono dimostrativi.