Preventivo idraulico per rifare il bagno: esempio, voci e IVA al 10%
Come si scrive il preventivo per il rifacimento di un bagno: le voci, cosa chiedere al cliente prima di prezzare, l’IVA al 10% con i sanitari che sono beni significativi, le esclusioni. Con un modello Excel e un esempio compilato.
Yassine Toumi7 minuti
Il rifacimento del bagno è il lavoro più preventivato d’Italia, e uno dei più discussi a fine lavoro: perché il preventivo era a corpo, perché i sanitari «li sceglieva il cliente», perché lo smaltimento non era scritto. Qui trovi le voci che devono esserci, le domande da fare prima di prezzare, e la regola dell’IVA che fa sbagliare metà dei preventivi.
Prima di prezzare: le domande al cliente
Un preventivo fatto senza queste risposte è una scommessa:
- Quali sanitari e rubinetterie: modello scelto, o budget. È la voce che più cambia il totale, e quella con l’IVA più delicata.
- Cosa resta e cosa va via: si rifà tutto l’impianto idrico o solo gli attacchi? Le tubazioni sono nel muro o nel pavimento?
- Lo scarico e la ventilazione: dove passano, se c’è la colonna condominiale, se serve la pompa.
- L’accesso per lo smaltimento: c’è un cortile, un ascensore, o si scende a mano dal quarto piano?
- Le opere murarie e i rivestimenti: li fai tu, un muratore tuo, o un’altra impresa? Vanno scritti in ogni caso, come inclusi o come esclusi.
Se una risposta manca, il preventivo lo dice: «modello dei sanitari da definire». È meglio di un prezzo inventato che poi va cambiato.
Le voci del preventivo
Le righe tipiche di un rifacimento bagno, lato idraulico:
- Demolizione e smaltimento di sanitari e vecchie tubazioni (se compresa).
- Impianto idrico: nuove tubazioni acqua calda e fredda, con il tipo di tubo e il numero di attacchi.
- Impianto di scarico: nuove tubazioni e collegamento alla colonna.
- Posa dei sanitari: WC, bidet, lavabo, doccia o vasca, con i pezzi.
- Sanitari e rubinetterie: i beni, con il modello. Riga separata dalla posa, e non per caso: serve per l’IVA.
- Termoarredo e collegamento al riscaldamento, se c’è.
- Collaudo e messa in servizio.
- Esclusioni: opere murarie, rivestimenti, impianto elettrico, pratiche, box doccia se fornito dal cliente.
L’IVA al 10% e i beni significativi
Sui lavori in casa di un privato l’IVA è al 10%, manodopera e materiali compresi. Ma sanitari e rubinetteria da bagno sono beni significativi (decreto del 29 dicembre 1999): sul bene l’IVA al 10% vale solo fino al valore del resto della prestazione; quello che supera va al 22%.
Esempio con numeri di comodo: bagno da 8.000 € netti, di cui 3.000 € di sanitari e rubinetterie e 5.000 € di manodopera e altri materiali. Il «resto» vale 5.000, i sanitari valgono meno: tutto al 10%. Se invece i sanitari valessero 5.500 € su un totale di 8.000, il resto sarebbe 2.500: 2.500 € dei sanitari al 10% e 3.000 € al 22%. In fattura il valore dei beni significativi va indicato separatamente. La guida sui beni significativi ha la regola per intero.
A corpo o a misura
A corpo (un prezzo per tutto il bagno) è semplice da leggere e pericoloso da eseguire: ogni imprevisto è a carico tuo. A misura (prezzo per attacco, per metro di tubo) è più onesto ma più lungo da spiegare. La via di mezzo che funziona: righe descritte bene, con quantità e prezzo, e un totale. Il cliente vede un numero, tu hai le righe a cui aggrapparti.
L’esempio compilato
Il modello che scarichi ha due fogli: uno vuoto con le formule (imponibile, IVA per riga, totale) e uno con un esempio di rifacimento completo, con i sanitari su una riga separata e la nota sui beni significativi. I prezzi dell’esempio sono di comodo. Le condizioni in fondo (validità, acconto, tempi, varianti per iscritto, recesso) sono quelle che ti proteggono: non toglierle per fare prima.
In Taskiro il preventivo del bagno nasce dal sopralluogo con le foto e le misure; i sanitari e le rubinetterie sono segnati come beni significativi e l’IVA si spacca fra 10% e 22% come vuole la norma, riga per riga. Quello che manca (il modello dei sanitari, l’accesso per lo smaltimento) resta segnato come da chiarire, e il preventivo non parte finché ogni riga non ha un prezzo.
Entra in lista d’attesa- 01Legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 7, comma 1, lettera b
- 02D.M. 29 dicembre 1999, individuazione dei beni significativi
- 03Agenzia delle Entrate, circolare 15/E del 12 luglio 2018
Questo articolo spiega le regole in modo generale e non sostituisce il parere del tuo commercialista o del tuo consulente sul caso specifico. Gli esempi con nomi e numeri sono dimostrativi.