Il preventivo per lavori in casa: cosa deve contenere, e cosa ti protegge
Un preventivo non è un foglio con un numero in fondo: quando il cliente lo accetta diventa il contratto, e tutto quello che non c’è scritto lo decide dopo chi ha più pazienza. Ecco cosa deve contenere per essere chiaro, per proteggerti, e per non regalare lavoro.
Yassine Toumi7 minuti
Quando il preventivo diventa un contratto
Nel codice civile il lavoro dell’artigiano per un privato è quasi sempre un contratto d’appalto (articoli 1655 e seguenti) o, per i lavori più piccoli, un contratto d’opera. Il contratto si conclude quando chi ha ricevuto la proposta la accetta (articolo 1326): un preventivo firmato, o accettato per iscritto, è già il contratto. Non serve altro — ma vuol dire che tutto quello che il preventivo non dice non è pattuito.
Le voci che non possono mancare
- Chi: i dati di entrambe le parti, e l’indirizzo del lavoro.
- Cosa: la descrizione delle lavorazioni riga per riga, con quantità e prezzo unitario. Una riga «rifacimento bagno» vale meno di dieci righe che dicono cosa c’è dentro.
- L’IVA, riga per riga: 10% per manutenzione e ristrutturazione in casa, 22% altrimenti, e la regola dei beni significativi dove c’è un bene in elenco.
- Cosa è escluso: opere murarie, smaltimento, pratiche, materiali forniti dal cliente. È la voce che evita più discussioni.
- I tempi: inizio, durata prevista, e cosa succede se il cliente non rende disponibile il posto.
- I pagamenti: acconto, stati di avanzamento, saldo, e come si paga.
- Le varianti: come si gestiscono le richieste in corso d’opera (per iscritto, con prezzo, prima di farle).
- La validità: fino a quando il prezzo vale. I listini si muovono.
Le varianti: per iscritto, prima
Le modifiche al lavoro concordato non danno diritto a un compenso maggiore se non sono state autorizzate dal committente, e l’autorizzazione va provata per iscritto (articolo 1659 del codice civile). È la ragione per cui ogni «già che ci sei» va trasformato in una riga in più, accettata prima di farla. Il preventivo accettato online, con le varianti che si aggiungono con lo stesso meccanismo, è esattamente questo.
Il recesso: 14 giorni quando firmi a casa del cliente
Se il cliente è un consumatore e il contratto viene concluso fuori dai tuoi locali — a casa sua, in cantiere, per telefono o online — vale il Codice del consumo: ha 14 giorni per recedere (articolo 52) e tu devi informarlo di questo diritto. Se non lo informi, il termine si allunga di dodici mesi.
Se il cliente vuole che i lavori partano prima dei 14 giorni, deve chiederlo espressamente (articolo 50); in quel caso, se poi recede, ti spetta il pagamento di quanto fatto fino a quel momento. Metterlo nel preventivo non è burocrazia: è la differenza fra essere pagato e non esserlo.
Difformità e vizi: cosa risponde l’impresa
L’appaltatore risponde delle difformità e dei vizi dell’opera: il committente deve denunciarli entro 60 giorni dalla scoperta e l’azione si prescrive in due anni dalla consegna (articolo 1667). Per gli edifici e le opere destinate a durare, la responsabilità per gravi difetti è di dieci anni (articolo 1669). Un preventivo che descrive bene cosa consegni — e cosa no — è anche la prova di cosa ti si può chiedere dopo.
Gli errori che costano di più
- Il prezzo a corpo senza descrizione: quando spunta un imprevisto, non c’è una riga a cui aggrapparsi.
- L’IVA «tutto al 10%» con una caldaia o degli infissi dentro: sul bene che supera il resto è sbagliata.
- Le varianti fatte a voce: senza lo scritto, per legge non sono dovute.
- Nessuna scadenza del preventivo: un prezzo di marzo accettato a settembre.
In Taskiro il preventivo nasce dal sopralluogo riga per riga, con l’IVA giusta e i beni significativi spaccati come vuole la norma; il cliente lo accetta online e da quel momento condizioni, tempi e prezzo sono scritti. Le varianti passano dallo stesso sì.
Provalo su un lavoro tuo- 01Codice civile, artt. 1326, 1655–1677 (appalto), 1659, 1667, 1669
- 02D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo), artt. 45–67 — contratti a distanza e fuori dei locali commerciali, diritto di recesso
Questa guida spiega le regole in modo generale e non sostituisce il parere del tuo commercialista o del tuo consulente per la sicurezza sul caso specifico.