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Blog · Fatture e incassi

DDT, il documento di trasporto: quando serve all’artigiano e come si compila

Il documento di trasporto non è obbligatorio per legge, ma senza di esso perdi la fattura differita e non puoi provare dove sono finiti i tuoi materiali. Cosa deve contenere, le causali che servono a un artigiano, gli errori che lo rendono inutile. Con un modello Excel numerato.

Yassine Toumi7 minuti

Il documento di trasporto è il foglio che accompagna la merce quando esce dal tuo magazzino. Molti artigiani non lo fanno più, convinti che sia stato abolito. Metà è vero: l’obbligo generale è caduto nel 1996, quando il decreto 472 ha eliminato la vecchia bolla di accompagnamento. L’altra metà costa cara, perché senza quel foglio perdi due cose concrete.

Le due cose che perdi senza DDT

La fattura differita. Con un documento di trasporto puoi consegnare oggi e fatturare entro il 15 del mese successivo, raggruppando in una fattura sola tutte le consegne del mese (articolo 21, comma 4, del DPR 633/72). Senza, la fattura va emessa al momento della consegna, una per volta. Per chi porta materiali in cantiere tre volte a settimana la differenza è enorme.

La prova di dove sono finiti i materiali. La legge presume che i beni che non trovi in magazzino siano stati venduti in nero, e che quelli che ci trovi senza documenti siano stati comprati in nero (articolo 53 del DPR 633/72). È una presunzione che si vince con i documenti, e il DDT è quello che dimostra che il materiale è uscito per un cantiere, non per il mercato.

Cosa deve contenere, per legge

L’articolo 1 del DPR 472/1996 chiede quattro cose, e sono poche:

  1. la data di consegna o spedizione;
  2. le generalità di chi cede, di chi riceve e di chi trasporta;
  3. la natura, qualità e quantità dei beni;
  4. un numero progressivo, perché la fattura differita deve citare data e numero del documento.

Tutto il resto lo aggiungi perché ti serve, non perché te lo impone qualcuno.

Cosa aggiungere, perché ti serve

  • La causale del trasporto. È la voce che gli artigiani sbagliano più spesso, ed è quella che decide se stai vendendo o solo spostando. Ne parliamo qui sotto.
  • Il cantiere di destinazione, con l’indirizzo. «Via Roma» non basta se lavori in tre cantieri.
  • Il riferimento al preventivo o al lavoro. È il filo che, a fine mese, lega il materiale al consuntivo giusto.
  • Colli, peso, vettore se il trasporto lo fa un altro.
  • La firma di chi riceve. Vale più di ogni altra riga: è la prova che il materiale è arrivato.

Le causali che servono davvero a un artigiano

Non sono tutte «vendita». Sceglierla bene evita di pagare l’IVA su roba che non hai venduto.

  • Vendita: consegni al cliente materiale che gli stai vendendo. Diventa una riga di fattura.
  • Conto lavorazione: porti in cantiere materiale tuo che userai tu per eseguire il lavoro. Non è una cessione: è tuo finché non viene posato, e finisce nel prezzo della prestazione.
  • Reso: il materiale torna indietro, al tuo magazzino o al fornitore.
  • Riparazione: ritiri l’apparecchio del cliente per ripararlo in officina. Questa causale protegge te, perché dimostra che quella caldaia in officina non è tua.
  • Tradotta interna: sposti roba tua fra due tuoi magazzini o due tuoi cantieri.

Gli errori che lo rendono inutile

  • Numerazione saltata o doppia. Il numero serve a citarlo in fattura: se due documenti hanno lo stesso numero, la fattura differita non regge.
  • «Materiale vario». La legge chiede natura, qualità e quantità. Senza quantità non è un documento di trasporto, è un foglietto.
  • Nessuna firma di chi riceve. È l’unica riga che, in una contestazione, dice che la merce è arrivata.
  • Compilato il giorno dopo. La data deve essere quella della consegna, non quella in cui ti sei ricordato di scriverlo.
  • Nessun legame con il lavoro. Se il documento non dice a quale cantiere va, a fine mese non sai su quale lavoro caricare quel costo, e il consuntivo mente.

Serve anche se consegno solo la mia manodopera?

No. Se non si sposta merce, il documento di trasporto non serve: una prestazione di servizi non ha nulla da accompagnare. Serve quando ci sono beni, cioè quasi sempre per chi installa: caldaie, sanitari, quadri, condizionatori, serramenti.

Attenzione a un caso che confonde: se il materiale lo compri tu, lo posi tu e lo fatturi dentro il prezzo del lavoro, quello che fai non è una vendita di beni ma una prestazione unica. Il documento di trasporto ti serve lo stesso, con causale conto lavorazione, per provare perché quel materiale è uscito dal magazzino.

Per quanto si conserva

Dieci anni, come tutte le scritture contabili e la corrispondenza che le sostiene (articolo 2220 del codice civile). Vale per la copia di chi emette e per quella di chi riceve. Un blocchetto di carta in furgone non arriva a dieci mesi: tenerne una copia digitale non è pignoleria, è l’unico modo per averli ancora quando servono.

Il modello: come è fatto

Il file ha due fogli. Il primo è vuoto: intestazione con i tuoi dati e quelli del destinatario, numero e data, causale da scegliere in un elenco, cantiere di destinazione, riferimento al preventivo, la tabella dei beni con quantità e unità, e in fondo colli, peso, vettore e le due firme. Il secondo foglio è un esempio compilato, con una consegna di materiale elettrico in cantiere. Le celle grigie sono formule.

Compila un documento per ogni consegna, tieni la numerazione in ordine, e a fine mese avrai in mano sia la fattura differita sia il conto vero di cosa è finito in quel cantiere.

Come lo fa Taskiro

In Taskiro i materiali che escono dal magazzino per un cantiere restano legati al lavoro: quello che consegni al cliente e quello che porti in cantiere per la tua squadra sono due movimenti diversi, e il consuntivo li distingue. La riga del documento diventa la riga della fattura senza ricopiare.

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Fonti
  1. 01D.P.R. 14 agosto 1996, n. 472, art. 1 (contenuto del documento di trasporto)
  2. 02D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21, comma 4 (fattura differita) e art. 53 (presunzioni di cessione e acquisto)
  3. 03Codice civile, art. 2220 (conservazione delle scritture)

Questo articolo spiega le regole in modo generale e non sostituisce il parere del tuo commercialista o del tuo consulente sul caso specifico. Gli esempi con nomi e numeri sono dimostrativi.

Ogni lavoro, seguito. Ogni decisione, tua.

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